Suggerimenti per una “disputa” consapevole
Abbiamo sottolineato la necessità di attivare discussioni per progressivi approfondimenti, ma vi sono avvertenze metodologiche anche per quanto concerne le modalità con cui un tema può essere sviscerato. Proviamo a suggerire due sintetiche schede di lavoro, che riprendono l’esperienza delle dispute (“disputationes”) che si tenevano nelle Università medievali.
| Individuare prima lo “stato della questione”
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| Prima ricognizione degli orizzontiproblematici | Questa operazione può essere fatta sotto forma di brainstorming, lasciando emergere con una certa libertà ciò che ciascuna delle persone ritiene effettivamente importante, al di là di quella che potrebbe essere la maggiore o minore pertinenza. | ||
| Delimitazione dell’ambitoproblematico | A questo punto si cerca di aggregare tutti gli spunti emersi in unità significative più ampie, anche facendo una cernita tra ciò che è centrato e pertinente, e quelle che si possono considerare questioni supplementari o aggiuntive. | ||
| Determinazione degli “articoli” | Ogni tema ha una sua complessità che impedisce di trattarlo d’acchito e tutto insieme, anzi ciò che più manca nelle libere discussioni dei nostri ragazzi è la capacità di distinguere i diversi problemi che entrano a far parte della fisionomia di un problema complesso. La determinazione degli “articoli” (cioè dei principali sotto-problemi in cui il tema prescelto si articola) può essere fatta dal prof., meglio se in collaborazione con gli allievi, che così si rendono conto dei motivi per cui il problema viene articolato in un certo modo. | ||
| L’attività della “disputa” in senso stretto
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| Individuazione dei “pro” e dei “contra” | Una volta individuato un ambito problematico preciso, si cerca di capire dove si collochino i crinali che distinguono le diverse posizioni sul piano concettuale. Ogni articolo che è stato determinato sottintende una tesi, che può essere espressa in termini affermativi o di domanda, a questo punto si possono dividere i ragazzi in due gruppi che per un certo tempo (anche a casa) studino rispettivamente gli argomenti a favore e quelli contrari a ciascuna delle tesi proposte. Nel fare questo gli allievi possono sia proporre argomenti di loro propria “produzione”, sia servirsi di fonti culturalmentesignificative, cioè di altri autori che vengono così inseriti nel programma attraverso il loro indiretto contributo alla disputa. | ||
| Interventi didattici degli insegnanti | A questo punto l’insegnante (o gli insegnanti, se il progetto è interdisciplinare) hanno un’occasione significativa per entrare nella disputa, evidentemente ci sarà anche uno spazio per articolare contenuti didattici propri della disciplina, ma questo non è sufficiente: l’insegnante non può tirarsi indietro e deve entrare nella dinamica della disputa in prima persona, anche per gratificare i ragazzi che per primi lo hanno fatto.
Come stile – giova ricordarlo – soprattutto sulle questioni opinabili che non attengono ai contenuti didattici in senso stretto, l’insegnante non sarà un “dispensatore” di certezze preconfezionate sotto forma di “pillole”, ma si proporrà a sua volta un “cercatore di verità” e come tale si dovrà esporre … anche con il rischio di sbagliare. |
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| Riprendere tutte le questioni emerse | Altro momento importante, che il prof. deve prevedere, magari con l’aiuto di qualcuno degli allievi che (incaricati di questo) avevano raccolto gli argomenti “pro” e “contra”, è quello in cui si prendono sul serio tutte le argomentazioni emerse nella disputa e si sciolgono i vari nodi argomentativi proposti. Anche questo momento è molto importante, perché i ragazzi si sentiranno presi sul serio, il frutto del loro lavoro intellettuale troverà un’eco significativa nelle parole dell’insegnante. | ||
| Libera discussione finale e bilancio dell’iniziativa | Si tratta di un momento di estrema utilità didattica perché consente di ridare la parola a chi lo desidera per eventuali “controrepliche” (a questo punto il dibattito è già incanalato entro una struttura rigorosa). Essenziale anche il bilancio dell’iniziativa per mettere in comune ciò che essa può avere insegnato, raccogliere impressioni, consigli migliorativi, suggerimenti per il futuro. | ||